2.5 Meccanismo per collegare l’Europa 2014-2020 (Connecting Europe Facility – CEF

2.5 Meccanismo per collegare l’Europa 2014-2020 (Connecting Europe Facility – CEF

Il “Meccanismo per collegare l’Europa” (Connecting Europe Facility – CEF) mira a completare il mercato unico europeo delle reti di trasporto, di energia e digitali e sostituisce i seguenti programmi del periodo 2007- 2013:

  • TEN-T;
  • TEN-E;
  • Marco Polo 2.

Il “Meccanismo” finanzia progetti che completano i collegamenti mancanti delle reti in questione e contribuisce a rendere l’economia europea più verde, grazie all’introduzione di modi di trasporto meno inquinanti, collegamenti a banda larga e un uso più esteso delle energie rinnovabili in linea con la strategia Europa 2020. Oltre a ciò, il finanziamento delle reti energetiche potrà rendere più integrato il mercato interno dell’energia, riducendo la dipendenza energetica dell’UE e rafforzando la sicurezza degli approvvigionamenti. Per facilitare il finanziamento del Meccanismo, la Commissione ha peraltro adottato le condizioni dell’iniziativa Project Bond nel quadro di Europa 2020 (prestiti obbligazionari per il finanziamento di progetti). Quest’iniziativa rappresenta uno degli strumenti di condivisione dei rischi al quale il Meccanismo può attingere per attrarre finanziamenti privati per i progetti.

Ponendo l’accento sulle reti di trasporto, di energia e digitali intelligenti, sostenibili e totalmente interconnesse, il Meccanismo per collegare l’Europa contribuisce a completare il mercato unico europeo. La Commissione ha selezionato i progetti nei quali gli ulteriori investimenti stanziati dall’UE possono risultare più redditizi. In particolare, la Commissione prevede che, dando credibilità ai progetti infrastrutturali e diminuendo i loro profili di rischio, tali investimenti in futuro potranno attrarre ulteriori finanziamenti da parte del settore pubblico e privato.

Prevede i seguenti sottoprogrammi:

  • Trasporti;
  • Energia;
  • Telecomunicazioni e TIC;
  • Finanziamenti innovativi e project Bond.

Collegare l’Europa: Trasporti

La nuova politica infrastrutturale dell’UE consente di realizzare, nei 28 Stati membri, una rete europea dei trasporti robusta e capace di promuovere la crescita e la competitività, che collega l’est all’ovest e sostituirà gradualmente il puzzle attuale dei trasporti con una rete autenticamente europea.

Il sottoprogramma “Trasporti” concentra parte del finanziamento su una nuova rete centrale precisamente definita. La nuova rete centrale, quando sarà realizzata, costituirà la principale arteria dei trasporti nel mercato unico europeo e permetterà di eliminare le strozzature, ammodernare l’infrastruttura e snellire le operazioni transfrontaliere di trasporto per passeggeri e imprese in tutta l’UE. Per la sua realizzazione saranno creati nove corridoi principali di trasporto, con la collaborazione degli Stati membri e soggetti interessati, il che consentirà di concentrare le risorse e di conseguire risultati attesi.

La nuova rete centrale TEN-T poggerà su una rete organica di collegamenti che alimenteranno la rete centrale a livello regionale e nazionale.

Complessivamente la nuova rete di trasporto mira a garantire:

  • spostamenti più sicuri e meno congestionati,
  • viaggi più rapidi e confortevoli.

Il finanziamento previsto nell’ambito del programma “Trasporti” mira a:

  • ammodernare le infrastrutture di trasporto europee;
  • costruire i collegamenti mancanti;
  • eliminare le strozzature.

I 26 miliardi di euro stanziati per i trasporti dal Meccanismo per collegare l’Europa nell’ambito del quadro finanziario pluriennale servono da capitale di “avviamento”, che potrà stimolare altri investimenti degli Stati membri destinati a completare collegamenti transfrontalieri difficili e linee che altrimenti non sarebbero costruite. Secondo le stime, il costo dell’attuazione della prima fase di finanziamento della rete centrale ammonterà a 250 miliardi nel periodo 2014-2020. La rete centrale dovrà essere completata entro il 2030.

Dall’’80 all’85% di questa somma sarà destinata a:

  • ai progetti prioritari lungo i nove corridoi da realizzare nella rete centrale; saranno disponibili finanziamenti anche per un numero limitato di progetti riguardanti altri tratti che rappresentano un elevato valore aggiunto europeo per la rete centrale;
  • ai progetti orizzontali (soprattutto di contenuto informatico) come SESAR (la dimensione tecnologica del sistema di gestione del traffico aereo del cielo unico europeo) e ERTMS (il sistema europeo di gestione del traffico ferroviario) che dovranno essere utilizzati in tutti i grandi corridoi di trasporto. Questa è una priorità particolare, perché un’altra innovazione della nuova rete centrale consiste nella previsione di obblighi più severi legati all’interoperabilità dei sistemi di trasporto, cioè la necessità di investimenti per soddisfare standard UE in grande parte già esistenti, ad esempio per quanto riguarda il sistema europeo di gestione del traffico ferroviario

ERTMS. Questa priorità includerà anche le autostrade del mare, che costituiscono la dimensione marittima della TEN-T.

I finanziamenti residui potranno essere diretti a progetti ad hoc, compresi progetti della rete globale. Si stima che gli investimenti necessari per la rete centrale nel periodo 2014- 2020 arrivino fino a 250 miliardi di euro.

La Commissione pubblicherà regolarmente inviti a presentare proposte per garantire che beneficino del finanziamento solo i progetti migliori che hanno il più alto valore aggiunto per l’UE.

Concentrandosi sui modi di trasporto meno inquinanti, il Meccanismo per collegare l’Europa mira a rendere il nostro sistema di trasporto più sostenibile, dando inoltre ai consumatori una più ampia scelta su come viaggiare.

La Commissione, con l’adozione di questo programma ha proposto di creare corridoi per coprire i più importanti progetti transfrontalieri.

Modalità di funzionamento del co-finanziamento

L’infrastruttura dei trasporti richiede investimenti enormi, la maggior parte dei quali proverrà sempre dagli Stati membri. Il ruolo dell’Europa in termini di investimento e coordinamento consiste nel creare valore aggiunto attraverso l’eliminazione delle strozzature e la realizzazione dei collegamenti e delle connessioni mancanti, sostenendo la creazione di un’autentica rete europea dei trasporti.

I tassi ordinari di finanziamento per i progetti TEN-T della rete centrale saranno:

  • di un massimo del 50% per il cofinanziamento UE di studi;
  • di un massimo del 20% per le opere (per esempio, lavori esplorativi per una galleria

importante);

  • esiste la possibilità di aumentare il cofinanziamento dei progetti transfrontalieri per i

collegamenti ferroviari e di navigazione interna (fino al 40%);

  • per taluni progetti STI, come l’ERTMS, può essere concesso un cofinanziamento più elevato, non

superiore al 50%, per sostenere gli Stati membri che effettuano la transizione al nuovo sistema.

Collegare l’Europa: l’energia

Quanto all’energia, il “Meccanismo per collegare l’Europa” ha destinato circa 5,85 miliardi di euro alle infrastrutture energetiche trans-europee per il periodo 2014-2020, il che dovrebbe consentire di conseguire gli obiettivi nel settore climatico e dell’energia fissati dall’UE per il 2020. Il Meccanismo per collegare l’Europa consentirà inoltre di risolvere i problemi di finanziamento e di eliminare le strozzature nella rete. Il mercato interno dell’energia sarà ulteriormente sviluppato attraverso migliori interconnessioni, il che garantirà la sicurezza degli approvvigionamenti e la possibilità di trasportare energie rinnovabili a costi ragionevoli attraverso il territorio dell’Unione. Il fine ultimo è quello di consentire, ai cittadini e alle imprese, di poter contare sulla disponibilità di energia in ogni momento e a prezzi accessibili. I finanziamenti stanziati da questo Meccanismo serviranno a mobilitare finanziamenti supplementari da parte di investitori privati e pubblici.

Collegare l’Europa: telecomunicazioni e TIC

Il Meccanismo per collegare l’Europa ha stanziato circa1 miliardo di euro per sostenere gli investimenti in reti a banda larga veloci e ultraveloci e in servizi digitali paneuropei.

Il finanziamento del meccanismo può attrarre altri finanziamenti privati e pubblici, dando credibilità ai progetti infrastrutturali e riducendone i profili di rischio. Basandosi su stime relativamente prudenti, la Commissione ritiene che il finanziamento per le infrastrutture di rete può promuovere investimenti pari a oltre 50 miliardi di euro. L’agenda digitale europea fissa obiettivi per l’accesso universale alla banda larga nel 2020 di almeno 30 Mbps, prevedendo che almeno il 50% delle famiglie acquistino velocità superiori a 100

Mbps.

Per quanto riguarda i servizi digitali, il Meccanismo prevede sovvenzioni per costruire le infrastrutture necessarie per:

  • l’identificazione elettronica;
  • gli appalti pubblici elettronici;
  • le cartelle cliniche elettroniche;
  • Europeana ( una biblioteca digitale europea che riunisce contributi già digitalizzati da

diverse istituzioni dei 28 Paesi membri dell’Unione Europea in 30 lingue);

  • eJustice (uno sportello unico elettronico europeo nel campo della giustizia);
  • i servizi doganali.

I fondi servono a garantire l’interoperabilità e a finanziare i costi di gestione e di interconnessione delle infrastrutture a livello europeo

Finanziamenti innovativi e iniziativa Project bond

L’iniziativa sui prestiti obbligazionari per il finanziamento dei progetti (Project Bond Initiative), introdotta nell’ambito di Europa 2020, ha il duplice obiettivo di rilanciare il mercato delle obbligazioni e di aiutare i promotori dei singoli progetti infrastrutturali ad attrarre finanziamenti obbligazionari privati di lunga durata. Tale iniziativa consente di ridurre il rischio per gli investitori che cercano opportunità di investimento a lungo termine, favorendo il rilancio del mercato obbligazionario (attualmente poco utilizzato per investimenti infrastrutturali a causa della crisi finanziaria) come fonte significativa di finanziamento del settore infrastrutturale.

La Commissione ha varato una fase pilota nel periodo 2012-2013 ancora nell’ambito del precedente quadro finanziario pluriennale. La fase pilota si è basata su una modifica del regolamento sulle reti trans-europee (TEN) e della decisione sul programma quadro per la competitività e l’innovazione e ha utilizzato le linee di bilancio di questi programmi fino a un totale di 230 milioni di euro.

Analogamente al meccanismo di finanziamento con condivisione dei rischi e delle garanzie di prestito per i progetti di trasporto delle TEN-T, il bilancio dell’UE viene utilizzato per fornire contributi in conto capitale alla BEI per coprire una parte dei rischi assunti dalla banca nel finanziamento dei progetti ammissibili. Mentre da un lato il bilancio dell’UE serve ad attenuare i rischi assunti dalla BEI nel finanziare progetti in corso, la BEI deve assumersi il rischio residuo. L’effetto combinato di finanziamenti provenienti dal bilancio dell’UE associati e di quelli della banca, pari a 230 milioni di euro, dovrebbe liberare investimenti per un valore di 4,6 miliardi di euro.

Nella fase pilota si prevede di concentrarsi su 5-10 progetti tra quelli che si trovano in una fase relativamente avanzata del processo di gara e di finanziamento oppure che richiedono un rifinanziamento successivo alla fase di costruzione in uno o più dei tre settori interessati (trasporti, energia e banda larga).

La fase pilota è gestita dalla Banca Europea degli Investimenti (BEI).

Potenziali beneficiari

Le proposte possono essere presentate da uno o più Stati membri o, previo accordo degli Stati membri interessati, dagli organismi internazionali, dalle imprese comuni o da imprese oppure organismi pubblici o privati stabiliti negli Stati membri.

Le proposte possono essere presentate da entità non aventi personalità giuridica a norma del rispettivo diritto nazionale, purché i loro rappresentanti abbiano la capacità di assumere impegni giuridici in loro nome e offrano garanzie per la tutela degli interessi finanziari dell’Unione equivalenti a quelle offerte dalle persone giuridiche.

Le proposte presentate dalle persone fisiche non sono ammissibili. Paesi terzi e organismi riconosciuti in Paesi terzi possono partecipare ad azioni che contribuiscono a progetti di interesse comune, ove la loro partecipazione sia necessaria per il conseguimento degli obiettivi di un determinato progetto di interesse comune e ove essa sia debitamente giustificata.

Essi non sono ammessi a ricevere assistenza finanziaria a titolo del presente regolamento, tranne nel caso in cui ciò sia indispensabile per il conseguimento degli obiettivi di un determinato progetto di interesse comune degli Stati Membri UE.

Finanziamento

La dotazione finanziaria per l’attuazione dell’MCE per il periodo 2014-2020 ammonta a 33.242.259.000 euro. Tale importo è ripartito come segue:

  • settore dei trasporti: 26 250 582 000 euro, di cui 11 305 500 000 EUR trasferiti dal

Fondo di coesione e destinati ad essere spesi in conformità alle disposizioni del 157 presente regolamento esclusivamente negli Stati membri ammissibili al finanziamento del Fondo di coesione;

  • settore delle telecomunicazioni: 1 141 602 000 euro;
  • settore dell’energia: 5 850 075 000 euro.

Ulteriori informazioni:

  • Direzione Generale “Energia” della Commissione europea

http://ec.europa.eu/energy/mff/facility/connecting_europe_en.htm

  • Direzione Generale “Mobilità e Trasporti” della Commissione europea

http://ec.europa.eu/transport/themes/infrastructure/ten-t-guidelines/project-funding/cef_en.htm

  • Digital agenda for Europe

http://ec.europa.eu/digital-agenda/en/connecting-europe-facility

  • Agenzia esecutiva Reti e innovazione

http://inea.ec.europa.eu/en/cef/cef.htm

Europeana

http://www.europeana.eu/portal/

  • Elenco di 250 progetti infrastrutturali nel settore del gas e dell’energia che potrebbero beneficiare di un finanziamento di

5,85 miliardi di euro

http://ec.europa.eu/energy/infrastructure/pci/doc/2013_pci_projects_country.pdf