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Nei palazzi tra Porta Romana e Chiaravalle, nei mesi scorsi, sono comparsi degli avvisi particolari. Si chiedeva, infatti, chi fosse interessato a far partecipare il suo condominio a un progetto sperimentale che, di fatto, traduce il concetto di sharing economy alla portata di tutti: del pensionato e della famiglia numerosa. Cinquanta condomini si sono candidati, ne sono stati selezionati venti: su questi, adesso, parte il progetto “Sharing Cities”, che prevede la riqualificazione energetica di 21mila metri quadri di edifici privati e 4mila di edifici pubblici con il principio della coprogettazione. Sono gli stessi abitanti dei palazzi, infatti, a lavorare con il Comune e con i partner del progetto, raccontando i loro bisogni e cercando, assieme, le soluzioni giuste.

Perché, spiega Piero Pelizzaro, project manager del Comune per il progetto europeo, che coinvolge anche Londra e Lisbona, «l’efficienza energetica si ottiene con un consumo responsabile, con la partecipazione e la sensibilizzazione di tutti».

Dal mese scorso sui venti palazzi sono partiti i primi gruppi di lavoro per individuare gli interventi, finanziati in parte con fondi dell’Unione Europea. Alcuni esempi? Prendendo spunto dal progetto Abito.me di Trento, in alcuni condomini si sta pensando alla lavanderia condivisa. In altri si studia il wi-fi di condominio (o, in alternativa, quello del Comune potenziato) per risparmiare sui costi ed eliminare la selva di antenne. In una delle sei torri del supercondominio di via Bacchiglione (una piccola città con 2.800 abitanti) gli anziani sono la larga maggioranza: quindi, in questo caso, si lavora al car sharing di condominio che, abbinato alla badante condominiale, può servire per visite mediche, spesa e altre attività su prenotazione. Ancora: si cerca di declinare la questione sicurezza in altro modo, «perché se i condomini chiedono le inferriate perché temono incursioni, spieghiamo loro che le grate sono un modo per favorire la ventilazione naturale, d’estate, che fa risparmiare su condizionatori e ventilatori, oppure che i sensori esterni servono anche per tenere sotto controllo allagamenti o eventi climatici estremi», aggiunge Pelizzaro.

La coprogettazione — che viene fatta da un gruppo di studio formato dal dipartimento di Urbanistica del Politecnico, Legambiente, Teicos, Poliedra e altri — durerà fino alla prossima estate, poi partiranno le realizzazioni. I fondi europei serviranno per avviare molti dei lavori, ma poi toccherà anche ai cittadini contribuire. Un contributo d’idee, intanto, viene chiesto per il co-design dei servizi urbani di tutta l’area: domani al Municipio 4 di via Oglio ci sarà il primo incontro pubblico.

 

Gli interventi da realizzare potranno essere finanziati in parte con i fondi europei

VIA BACCHIGLIONE

Il supercondominio di sei torri vicino a corso Lodi è una minicittà che si candida a sperimentare i servizi condivisi, dal car sharing alla badante condominiale

fonte: http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2017/01/09/lavatrici-e-wi-fi-di-condominio-per-risparmiareMilano03.html?ref=search

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